VITA DA ARBITRO

Cosa ti porta a diventare arbitro?

Altre persone tra cui molti miei colleghi, divenuti amici, hanno desiderato essere arbitri per sfida personale o addirittura scommesse perse tra amici.

Cosa intendo per sfida personale? Alcuni colleghi con carattere irresoluto e insicurezze personali, volendo imparare a crescere e migliorare mentalmente e interiormente si sono dati all’arbitraggio, carriera che permette di superare i propri limiti, le proprie incertezze e i propri dubbi.

 Come diventare arbitri??

L’AIA ( Associazione Italiana Arbitri) dispone di 206 sezioni arbitrali, dove vengono svolte riunioni tecniche (RTo) e l’attività più importante: le lezioni formative.

Per accedervi ( in questo caso alla sezione Chiavari) bisogna andare sul sito e presentare domanda presso il sito: AIA di Chiavari

Dopo l’esito finale si inizierà ad arbitrare sin da subito: L’AIA e la sezione arbitrale locale danno a disposizione (visto regolamento interno) accompagnatori o “tutor” che aiutano il nuovo arbitro ad inserirsi in questo nuovo mondo per le future 3 partite.

Chi è l’arbitro??

L’arbitro è una persona con una grande passione per il gioco del calcio , per le sue regole e per i suoi lati sconosciuti.

Tutti gli spalti, giocatori e panchine vedono l’arbitro piĂą come un pubblico ministero accusatore, si vedono genitori e  ragazzi accanirsi contro arbitri di 15, 16, 17 anni per un rigore non dato o per un fuorigioco inesistente, cosa orribile se si va a pensare in che contesto siamo.

La verità è ben altra. Fuori da quelle grida c’è un ragazzo che si vuole divertire come i giocatori, con lo scopo di correre, divertirsi e seguire il regolamento.

Ma purtroppo in campo l’etĂ  non conta.

Ovviamente dietro tutto ciò c’è una bellissima famiglia: L’AIA , che ti aiuta a migliorare nei fallimenti trasformandoli in successi, ti fa vivere gli incubi da campo facendoli diventare dei sogni.

Ma l’evento migliore in tutto ciò è tornare a casa con un sorriso, sapendo di essere andato bene ed essersi divertito amando ciò che si è fatto in campo, con un voto dell’osservatore arbitrale che zittisce tutte le scongiure sentite dagli spalti. Questi siamo noi:  GLI ARBITRI.

EGOR M.

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